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Il trasporto pubblico di Napoli sempre più “malato”: tanti disagi per la metro Linea 1

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A partire dallo scorso sabato, 29 marzo, gli utenti della Linea 1 della metro di Napoli stanno vivendo notevoli disagi.


Infatti un consistente numero di addetti della sala operativa ha inviato all’azienda, all’improvviso, un certificato medico attestando il proprio stato di malattia. Questo ha imposto alla Anm di sospendere totalmente il servizio della metropolitana a partire dall’ora di sabato e per tutta la giornata successiva con la linea limitata alla tratta Piscinola-Dante. I disagi poi sono proseguito anche il lunedì.

 

“E’ una situazione oramai insopportabile di cui i cittadini sono quotidianamente vittime inermi”- racconta un cittadino napoletano rivoltosi al deputato di alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli- “Gira la notizia dell’assenza per malattia dei lavoratori della Linea 1 della Metropolitana e conseguente sospensione del servizio con disastrose conseguenze per lavoratori e turisti, stranamente coincidente con un mancato pagamento di alcune spettanze.  Per non parlare degli orari delle ultime corse e l’impossibilità di potersi muovere per la città se non compiendo corse all’ultimo minuto o rinunciando a muoversi in libertà.”

“Oltre al danno” – prosegue-“ c’è anche la beffa per la comunità che ha trovato per il secondo giorno di fila i cancelli chiusi, e tantomeno è stata comunicata la ripresa del servizio. C’è da chiedersi perché non vengano inviate visite fiscali di controllo, come accade in tutti gli ambiti lavorativi e soprattutto perché non venga effettuato un controllo a tappeto dei Sanitari che hanno redatto i certificati. 

“Non se ne può più”- conclude –“la linea 1 della metropolitana sembra più una Linea privata che un Servizio pubblico”

 

“Qualunque siano i problemi tra dipendenti ad azienda, se ve ne sono, non possono essere affrontati in questo modo”- dichiara Borrelli- ”Non sappiamo se vi siano tensioni sindacali o se da parte dei dipendenti vi sia stato un tentativo di ‘dispetto’ all’azienda in seguito alla questione dei badge, quel che è certo che a farne le spese è stata ancora una volta l’utenza. Cittadini e turisti in balia di disservizi in una città dove il trasporto pubblico manifesta già grandi problematiche e lacune ed una metropoli senza un servizio pubblico di trasporto quantomeno adeguato e dignitoso non può essere classificata come una città al passo con i tempi.
Chiediamo ai vertici aziendali di avviare un’indagine interna per quanto accaduto e di adottare nel caso, i giusti provvedimenti. Stesso discorso dovrebbe valere per i medici che forniscono certificati in massa. Chiediamo altresì ad azienda e sindacati come già sta avvenendo di sedersi ad un tavolo per appianare le divergenze e trovare dei compromessi. Nel frattempo si lavori con serietà e professionalità senza causare ulteriori disagi all’utenza. I metodi di questi scontri aziendali sono indecenti e a pagare sono solo e sempre gli utenti.”

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