13.5 C
Napoli

La “Semana Santa a Tobarra” passione, emozione e il suono incessante dei tamburi per più di cento ore

-

La Settimana Santa è una delle feste più radicate e profonde della tradizione spagnola, una commemorazione che vanta secoli di storia e che ricorda la Passione e la morte di Gesù Cristo. Le strade della maggior parte delle città e dei paesi spagnoli si trasformano in scenari di fervente devozione religiosa, dove lutto e contemplazione si fondono nel ricordo della morte di Cristo con la musica, l’arte, il colore e la magia delle processioni, la fattura artigianale di mantelli, veli e tuniche, i variopinti abiti dei membri della confraternita, la presenza di soldati romani o membri dell’esercito e i solenni cortei in cui sfilano tra la folla le immagini religiose.

Ma ciò che rende unica la “Semana Santa de Tobarra”, una cittadina della Castilla-La Mancha, è il suono incessante del tamburo, che inizia alle quattro del pomeriggio del Mercoledì Santo e continua fino a mezzanotte della domenica di Pasqua. Non si tratta semplicemente di qualche percussione che scandisce il ritmo della processione, ma un raduno di migliaia di tamburi fatti a mano, di vari stili e forme, che verranno suonati senza sosta per giorni in tutta la città. La tradizione, che celebrerà il suo cinquantesimo anniversario nel 2026, viene seguita in modo così rigoroso che lo scorso anno Tobarra è stato l’unico comune in Europa a non passare all’ora legale per evitare di interrompere il rullo dei tamburi durante i sessanta minuti “persi” con il cambio delle lancette; quest’anno, 400 suonatori si alterneranno per cercare di battere un primato Guinness, suonando lo stesso tamburo per 104 ore consecutive.

Sebbene la “Semana Santa de Tobarra” abbia anche altri aspetti degni di nota – come la “Virgen de los Dolores” di Francisco Salzillo, uno dei migliori scultori del barocco spagnolo, che da più di un quarto di secolo presiede la sfilata della Confraternita della Santissima Vergine Addolorata e della Solitudine di Maria, il Giovedì Santo, il Venerdì Santo e la Domenica di Pasqua – sono stati soprattutto i tamburi a consentirle di ottenere nel 2018 la distinzione di Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO – un riconoscimento che si aggiunge alla dichiarazione di Bene di Interesse Culturale da parte della Giunta Regionale della Castilla-La Mancha nel 2016; è anche una Festa di Interesse Turistico Nazionale e aspira a diventare Internazionale. Si tratta di un rituale collettivo basato sul suono simultaneo, intenso e continuo di migliaia di tamburi e grancasse all’aria aperta; è diventata una pratica sociale, tramandata di generazione in generazione, capace di generare un paesaggio sonoro unico che accompagna, dalla domenica delle Palme a Pasqua, le otto processioni a cui partecipano, con ricchezza di immagini e troni, le quindici confraternite della città.

Il tamburo, protagonista della Semana Santa di Tobarra, si è evoluto nel corso di centinaia di anni: dal legno e dalla corda fino agli attuali alluminio e goffratura, passando per lamiera e metallo, scatole traforate, torni scolpiti, pregiate pelli di capra, bordoni risonanti, cerchi in filigrana (alcuni placcati in oro e argento). Sono stati composti numerosi stacchi e marce: la creazione musicale continua senza sosta e alimenta il ricco repertorio della tradizione tobarreña.

Una storia millenaria

Gli strumenti a percussione sono i più antichi della Storia: di solito suonano una sola nota, ma molto forte; a maggior ragione se ci sono più suonatori, e in questo caso si chiama tamborrada. Tracce dell’uso dei tamburi sono state rinvenute in diverse civiltà antiche, come la Mesopotamia, l’Egitto, la Cina e l’Africa. Nell’antica Grecia, il tamburo era noto come tympanon e veniva utilizzato nelle cerimonie e nelle feste religiose. Nell’antica Roma invece il tympanum era usato in battaglia e negli spettacoli teatrali. In Spagna venne introdotto dagli arabi nel Medioevo e divenne un elemento chiave della musica militare: veniva utilizzato per comunicare gli ordini durante le battaglie e per scandire il ritmo delle parate e delle marce militari. Durante il Rinascimento trovò il suo posto insieme ad altri strumenti a percussione nella musica da camera e nelle orchestre.

Nel XIX e XX secolo, con l’avvento della musica popolare, la batteria divenne uno strumento essenziale in generi come il jazz, il rock e il funk: il sound distintivo e la capacità di dare ritmo divennero elementi chiave di questi stili musicali. Il suo suono ritmico e potente è stato utilizzato per comunicare, celebrare rituali, accompagnare danze e scandire il passare del tempo. Nel corso della storia, il tamburo si è evoluto e si è adattato a diverse culture, acquisendo forme e suoni unici in ciascuna regione del mondo.

Momenti unici

Tra una tamborrada e l’altra si susseguono momenti particolari come il Mercoledì Santo, quando i soldati romani arrestano Cristo; o il Venerdì Santo, quando ha luogo l’atto più sublime della festa di Tobarra, con la benedizione impartita dal Cristo articolato sul Calvario a trentamila fedeli radunati davanti all’immagine della Madonna Addolorata. È un momento impressionante, come se la statua avesse preso vita: dopo che uno squillo di tromba mette a tacere i tamburi, il suo braccio benedice i presenti nei quattro punti cardinali. Il braccio articolato è azionato da un meccanismo situato sotto il trono, riservato ai membri di una famiglia, i “Sabina”, che ereditano di generazione in generazione la responsabilità di muovere il braccio che impartisce la Benedizione. Poi i suonatori di tamburo, che indossano tuniche viola, blu, rosse, legate in vita con un cordone e una sciarpa bianca annodata al collo, riprendono il loro ritmo monotono, ma dalle sfumature che gli esperti sanno ben distinguere, e che manterranno per più di cento ore al suono del “Mektub”, una partitura musicale funerea, intensa e commovente; nel frattempo, i troni del Cristo e della Madonna Addolorata vengono trasportati dagli “agarráores”.

Un altro momento particolare è la mattina della domenica di Pasqua, quando i tamburi tacciono di nuovo in occasione dell’Inno Nazionale e per far sì che, sempre sul Monte Calvario, abbia luogo l’Incontro tra le immagini del Gesù Risorto e della Vergine Addolorata. I due troni si fronteggiano e vengono fatti prima tre inchini in avanti finché i non si uniscono pali anteriori di ciascun trono; poi altri tre uniti; e infine, tre all’indietro per allontanarsi. Dopodiché, si riuniscono di nuovo di fronte al pubblico radunato per assistere all’Incontro.

Ma ancor prima, durante il Giovedì Santo, si svolge un altro momento unico: la Discesa del Cristo della Caduta – meglio conosciuta come Paso Gordo per il suo enorme peso – lungo i ripidissimi pendii dell’Encarnación; un atto di forza, sacrificio e devozione per i costaleros, poiché l’immagine pesa oltre due tonnellate, divise un tempo tra 16 agarráores e oggi fra trenta. Ogni anno un numero sempre maggiore di fedeli segue i costaleros per infondere loro coraggio; gli abbracci fra i coraggiosi uomini e donne che trasportavano l’immagine, una volta arrivati alla Plaza de España, concludono il rituale della Discesa del Paso Gordo: per la confraternita sta per iniziare la processione del Giovedì Santo, e a Tobarra i tamburi riprendono a suonare.

Vuoi pubblicare i contenuti di NapoliVillage.com sul tuo sito web o vuoi promuovere la tua attività sul nostro sito? Contattaci all'indirizzo redazione@napolivillage.com

Altri articoli dell'autore

Subscribe
Notificami
0 Commenti
Oldest
Newest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
- Sponsorizzato -
- Sponsorizzato -
0
Would love your thoughts, please comment.x